Identità professionale: cos'è e perché viene prima del sito
PosizionamentoPubblicato il 1 novembre 20264 min di lettura

Quando si decide di farsi un sito, di solito si parte dalle cose che si vedono: il logo, i colori, le foto, il nome di dominio. È la parte più piacevole, ma porta spesso allo stesso risultato: un sito ordinato che assomiglia a quello di tutti gli altri. Quello che manca, quasi sempre, è l'identità professionale, cioè sapere e saper dire chi sei come professionista prima di decidere come apparire.
Qui spieghiamo cos'è, perché conviene definirla prima di tutto il resto e come metterla per iscritto. Vale per psicologi, psicoterapeuti, counselor e coach, che si tratti di un primo sito o di uno da rifare.
Cos'è l'identità professionale
In parole semplici, è l'insieme delle risposte a poche domande: chi aiuti, con quale problema, in che modo lavori, cosa ti distingue da chi fa il tuo stesso lavoro, come parli e cosa non fai.
Non va confusa con l'immagine. Logo e colori si possono cambiare ogni qualche anno, ma se sotto non c'è niente di preciso, ogni versione nuova racconta la stessa cosa vaga.
Ha anche poco a che fare con il curriculum. Titoli, master e scuole contano, ma chi cerca aiuto li legge per ultimi. Prima vuole capire se hai a che fare con situazioni come la sua.
Perché viene prima del sito
Chi costruisce il sito, che sia un'agenzia, un web designer o uno strumento con l'intelligenza artificiale, ha bisogno di sapere cosa scrivere. Se non glielo dai tu, riempie i vuoti con le parole più comuni del settore: benessere, percorso, ascolto, crescita. È così che nascono i siti tutti uguali.
Gli strumenti con l'AI hanno un'abitudine in più: scrivono frasi promozionali, del tipo "trasforma la tua vita", che per chi è iscritto a un Ordine sanitario possono essere un problema e che a chi legge suonano finte.
Con un'identità chiara succede l'opposto. Sai cosa scrivere nella home, sai cosa rispondere quando ti chiedono che lavoro fai, sai quali social fanno per te e quali no. Le decisioni dopo diventano più veloci, perché hai un metro per giudicarle.
Le parti che la compongono
Un'identità professionale completa tiene insieme sei cose.
- Chi aiuti. Una persona precisa, descritta per il momento che sta vivendo, oltre che per età e professione. Ne parliamo in trovare la propria nicchia.
- Il problema di cui ti occupi. Detto con le parole di chi lo vive, non con i termini tecnici.
- Cosa ti distingue. Spesso è una cosa che sottovaluti: un lavoro fatto prima, un'esperienza di vita, un modo di organizzare gli incontri.
- Come lavori. Le fasi del tuo lavoro raccontate in modo semplice: cosa succede nel primo incontro, quanto dura, cosa si porta a casa la persona.
- Come parli. Il tono, le parole che usi sempre e quelle che non vuoi usare mai.
- I confini. Cosa fai e cosa non fai, le regole della tua professione, le promesse che non puoi fare.
La parte sui confini è quella che si dimentica più spesso, ed è quella che ti protegge di più.
Come metterla per iscritto
Il modo più semplice è rispondere per iscritto a domande precise, una alla volta, senza cercare la frase bella. Scrivi come parli: le parole che usi in studio sono quasi sempre migliori di quelle che cerchi davanti a un foglio bianco.
Alcune domande per cominciare:
- Quando qualcuno ti chiede che lavoro fai, cosa rispondi oggi? E cosa non ti convince di quella risposta?
- Con quali parole ti scrive una persona la prima volta?
- Cosa cambia, di solito, per chi lavora con te? E cosa non puoi promettere?
- Quali parole del tuo campo non vorresti mai usare?
- Come ti descriverebbe una persona che ti conosce bene?
Aiuta anche chiedere a qualcuno di fiducia di leggere le risposte. Spesso vede subito la cosa che ti distingue, quella che per te è così normale da non sembrare importante.
Dove la usi, dopo
Una volta scritta, l'identità professionale serve ovunque:
- per farti il sito in autonomia, anche con l'AI, dandole testi e indicazioni precise;
- per dare a un'agenzia o a chi si occupa di comunicazione tutte le informazioni di partenza;
- per scrivere le pagine del sito, a partire dalla home e dalla pagina chi sono (le trovi in sito per psicologi, psicoterapeuti, counselor e coach);
- per i post, la newsletter, le brochure;
- per presentarti a voce, in una frase, a una cena o a un convegno.
Un esercizio di dieci minuti
Scrivi tre parole che usi sempre quando parli del tuo lavoro e tre che non vorresti mai leggere sul tuo sito. Poi apri la home del tuo sito, se ce l'hai, e conta quante volte compaiono quelle della seconda lista.
Il manuale del tuo personal branding di Riconoscibile.it nasce da un questionario che segue queste stesse domande, e le trasforma in un documento da usare per sito, social e presentazioni.


