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Sito per psicologi, psicoterapeuti, counselor e coach: le pagine che servono

Sito e SEOPubblicato il 1 novembre 20265 min di lettura

Illustrazione in verde salvia su fondo crema: la finestra di un browser con blocchi di pagina stilizzati

Chi arriva su un sito per psicologi, psicoterapeuti, counselor e coach ha di solito una domanda sola: questa persona può aiutarmi? Spesso la fa la sera, dal telefono, dopo aver scritto su Google una frase che non direbbe a nessuno. Ha poca pazienza e tanti siti aperti.

Il sito non deve essere grande per rispondere bene. Bastano poche pagine, ognuna con un compito chiaro. Qui le mettiamo in fila, con cosa scriverci e con le cose che devono esserci per legge.

Prima di cominciare: cosa deve restare tuo

Prima delle pagine ci sono tre cose da sistemare, perché se un giorno cambi chi ti segue il sito, o lo strumento con cui lo fai, devono restare a te:

  • il dominio, cioè il nome del sito (per esempio nomecognome.it), registrato a tuo nome;
  • un indirizzo email professionale, meglio se con il tuo dominio, o almeno con nome e cognome;
  • gli accessi al sito, alla scheda di Google e ai social, sempre in mano tua anche se poi ci lavora qualcun altro.

Le pagine che servono

La home

È la pagina che si vede per prima e deve rispondere in pochi secondi a tre domande: chi sei, chi aiuti, come contattarti. La frase in alto conta più di tutto il resto. "Psicologa a Bologna" dice poco; "Aiuto le neomamme che stanno per tornare al lavoro e si sentono divise a metà" fa dire a chi legge "è per me".

Sotto la frase bastano poche sezioni: con chi lavori, come lavori in breve, un rimando alla pagina chi sono, il modo per contattarti.

Chi sono

È spesso la pagina più letta dopo la home, e quella scritta peggio. Il curriculum in ordine cronologico non serve a chi cerca aiuto. Funziona meglio partire dalla persona che legge: perché fai questo lavoro, cosa ti ha portato a occuparti di quel problema, come lavori. La formazione va scritta tutta, in modo corretto, ma dopo, tradotta in parole che capisce chiunque.

Una foto vera, recente, in cui ti riconosci, vale più di tante righe. E un dettaglio vero della tua vita, scelto con misura, rende la pagina meno fredda.

Come lavoro

Qui racconti cosa succede da quando qualcuno ti scrive: il primo incontro, quanto dura, ogni quanto vi vedete, se lavori in studio o online, cosa si porta a casa la persona. Chi ha paura di chiedere aiuto ha bisogno di sapere cosa succederà. Una descrizione in tre o quattro fasi semplici toglie molta ansia.

Con chi lavoro

Una pagina, o una per tema se ne hai più di uno, che descrive le situazioni di cui ti occupi con le parole di chi le vive. È anche la pagina che può farti trovare su Google, come spieghiamo in SEO per psicologi.

Costi e primo colloquio

Molte persone non chiamano perché non sanno quanto costa e si vergognano a chiederlo. Per psicologhe e psicologi scrivere i prezzi è previsto: il codice deontologico, all'articolo 40, ammette la pubblicità informativa anche su "prezzo e costi complessivi delle prestazioni". Per counselor e coach è una questione di trasparenza verso chi legge.

Sul primo colloquio gratuito, se sei psicologa o psicologo, attenzione a come lo scrivi: presentato come un'offerta rischia di rientrare tra le promozioni escluse dalla legge. Ne parliamo nell'articolo sulla pubblicità per psicologi.

Contatti

Email, telefono o un modulo, e dove ricevi. Se lavori anche online, scrivilo qui. Meno passaggi servono per scriverti, meglio è.

Il blog, se vuoi

Il blog serve a farti trovare su Google con le domande vere delle persone, e dura nel tempo. Chiede però costanza: se non hai tempo per un articolo ogni tanto, meglio non aprirlo che lasciarlo fermo a due anni fa.

Cosa deve esserci per legge

Alcune informazioni non sono una scelta:

  • La partita IVA nella home page, in evidenza, anche se il sito serve solo a farti conoscere: lo chiede l'articolo 35 del DPR 633 del 1972.
  • L'informativa privacy, e un banner per i cookie se usi strumenti di statistica o di terze parti.
  • Per chi è iscritto all'Ordine degli Psicologi: il titolo esatto, l'Ordine regionale e l'eventuale specializzazione. "Psicoterapeuta" si può scrivere solo con la specializzazione, come prevede l'articolo 3 della legge 56 del 1989.
  • Per counselor e coach: il riferimento alla legge 4 del 2013, che la legge chiede nei documenti e nei rapporti scritti con il cliente e che sul sito è una buona abitudine. Trovi la formula nell'articolo sulla legge 4/2013.

Foto e parole

Le foto di repertorio con la poltrona vuota, le mani intrecciate e il tramonto le hanno usate in tanti, e chi ha visitato qualche sito le riconosce subito. Foto vere dello studio e tue, anche fatte bene con un telefono, raccontano molto di più.

Lo stesso vale per le parole. Se scrivi come parli con le persone che segui, il sito suona come te. Se scrivi come pensi che "si debba scrivere", suona come tutti.

Se il sito lo fai da te, anche con l'AI

Oggi ci sono costruttori di siti che partono da una descrizione e propongono pagine e testi. Funzionano, a patto di dare loro informazioni precise e di rileggere tutto: tendono a scrivere frasi promozionali che per chi fa questi mestieri vanno tolte. Prima di scegliere uno strumento controlla tre cose: il dominio resta tuo? Puoi esportare i testi se un giorno cambi? Quanto costa dal secondo anno?

Una prova da fare

Fai vedere la home del tuo sito a una persona che non conosce il tuo lavoro, per dieci secondi, dal telefono. Poi chiedile: chi aiuta questa persona? Se non lo sa dire, la frase in alto va riscritta.

Se ti serve partire da lì, il manuale del tuo personal branding ti dà le parole per la home, la pagina chi sono e il resto del sito, da usare da te o da dare a chi lo costruisce.

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