Google Business Profile per lo studio: come compilare la scheda senza errori
Sito e SEOPubblicato il 1 novembre 20265 min di lettura

Quando qualcuno cerca "psicologa" o "counselor" insieme al nome della sua città, tra i primi risultati compare spesso una mappa con alcune schede: nome, foto, orari, telefono, a volte qualche recensione. Sono le schede di Google Business Profile, il servizio gratuito con cui Google mostra le attività su Google Maps e nelle ricerche locali.
Per chi riceve in studio è uno degli strumenti più utili e meno sfruttati. Qui vediamo chi può averla, come compilarla secondo le regole che Google pubblica nelle sue linee guida per la rappresentazione delle attività, e cosa fare con le recensioni se sei psicologa, psicologo, psicoterapeuta, counselor o coach.
Chi può avere la scheda
Google la prevede per due casi: chi ha una sede fisica che i clienti possono visitare, e chi lavora al domicilio dei clienti. Per chi lavora in proprio, le linee guida aggiungono due condizioni: operare a contatto con il pubblico ed essere reperibile nella sede verificata durante gli orari indicati.
Ne vengono tre situazioni pratiche.
- Ricevi in studio: puoi avere la scheda con l'indirizzo visibile.
- Lavori a domicilio, per esempio con famiglie o persone anziane: puoi averla, ma Google chiede di nascondere l'indirizzo e indicare l'area in cui lavori.
- Lavori solo online: la scheda non è prevista. In questo caso conviene puntare sul sito e sui canali che hai scelto.
Se ricevi in uno studio condiviso o in uno spazio di coworking, Google lo accetta solo se c'è un'insegna chiara e se negli orari indicati lì ricevi le persone.
Le regole da conoscere prima di compilarla
Molti errori nascono dalla voglia di farsi trovare a tutti i costi. Le linee guida di Google su alcuni punti sono molto chiare, e chi non le rispetta rischia la sospensione della scheda.
- Il nome è quello reale. Nome e cognome, o il nome dello studio come compare sulla targa. Le linee guida escludono dal nome slogan, informazioni sui servizi e dati sulla posizione: "Dott.ssa Rossi Psicologa Ansia Attacchi di Panico Milano" non va bene.
- L'indirizzo è vero e preciso. Gli uffici virtuali non sono ammessi.
- Le categorie sono poche. Google chiede di scegliere quelle che completano la frase "questa attività è…" e di usarne il minor numero possibile.
- Una sola scheda per sede. Chi lavora da solo o da sola non deve aprire più schede per coprire specializzazioni diverse.
- La descrizione informa. Niente promozioni, prezzi in evidenza, offerte di vendita, e nessun link.
Come compilarla passo per passo
- Crea la scheda dal sito di Google Business Profile, con l'account Google che userai per gestirla. Deve essere un account tuo, anche se poi ti aiuta qualcun altro.
- Verifica la sede. Google chiede di dimostrare che l'attività è dove dici: il metodo cambia da caso a caso e lo propone Google durante la procedura.
- Scegli la categoria principale che descrive cosa sei, e solo se serve qualche categoria in più.
- Inserisci orari, telefono e sito. Gli orari devono essere quelli in cui ricevi; il link porta alla home o alla pagina contatti.
- Scrivi la descrizione con le stesse parole del sito: chi aiuti, in quale situazione, come lavori, se ricevi anche online. Le regole della tua professione valgono anche qui.
- Aggiungi foto vere: l'ingresso, lo studio, la sala d'attesa se c'è. Aiutano chi deve venire per la prima volta a riconoscere il posto.
La scheda e il sito lavorano insieme: la città scritta nel testo del sito aiuta anche la scheda, come spieghiamo in SEO per psicologi.
Le recensioni: cosa fare se sei psicologa o psicologo
Google permette alle attività di chiedere recensioni ai clienti. Per chi è iscritto all'Ordine degli Psicologi le cose sono diverse.
Il codice deontologico, all'articolo 11, tutela il segreto professionale anche sul fatto stesso che una persona sia seguita. Per questo le recensioni non si chiedono a chi segui e non si pubblicano storie riconoscibili. Se qualcuno lascia una recensione di sua iniziativa, conviene non rispondere in modo che confermi che quella persona è seguita da te: un ringraziamento generico, oppure nessuna risposta. Nei casi dubbi la risposta giusta te la dà il tuo Ordine.
Per counselor e coach le regole cambiano a seconda dell'associazione, ma la riservatezza vale per tutti: i codici di AssoCounseling e di ICF chiedono di proteggere l'identità di chi segui. Una recensione si può tenere se è spontanea e non contiene dettagli personali. Il quadro completo per gli psicologi è nell'articolo sulla pubblicità per psicologi.
Tenerla aggiornata
Una scheda ferma da anni, con orari vecchi e una foto sgranata, fa pensare a uno studio chiuso. Bastano pochi minuti ogni tanto: controllare gli orari durante le vacanze, aggiungere una foto quando cambi qualcosa, rispondere alle domande che arrivano.
Gli errori più frequenti
- Aggiungere al nome temi e città per farsi trovare.
- Aprire due schede, una per lo studio e una per l'online, o una per ogni specializzazione.
- Mettere l'indirizzo di un ufficio virtuale o di uno studio in cui non si riceve mai.
- Chiedere recensioni a chi si segue, se si è iscritti all'Ordine degli Psicologi.
- Lasciare la gestione a qualcuno che poi non restituisce gli accessi.
Prima di aprirla
Prendi un foglio e scrivi la descrizione della tua scheda in poche righe, senza aggettivi: chi aiuti, dove, come. Se ti accorgi che stai scrivendo un elenco di temi, fermati e scegli quello di cui ti occupi di più.
Per trovare quella frase, il manuale del tuo personal branding ti aiuta a dire in poche parole chi aiuti e cosa ti distingue, da usare nella scheda, sul sito e a voce.


